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domenica 12 ottobre 2014

“La filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale il mondo rimane tale e quale” - Parte 2/2


Il Pensatore di Rodin.
Uscendo dalla metafora, dunque, il filosofo sarebbe colui che non dispone di conoscenze certe bell’e pronte per essere vendute a tutti gli altri esseri umani, ma è colui che continua a mettere in dubbio, a ricercare, a sottoporre al vaglio critico la vita in tutti quegli aspetti che sfuggono agli altri per pigrizia, per scarsa sensibilità, per comodità. Egli non potrà esservi utile nel senso in cui lo è per voi il commercialista che vi gestisce i conti di famiglia, o come lo è il medico che risolve il vostro malessere fisico, o come l’insegnante che vi fornisce le preziose indicazioni tecniche per condurre il vostro lavoro di cura nel modo più adeguato. Il filosofo non potrà fare nulla di tutto ciò perché le sue competenze sono diverse e si mostreranno utili nel momento in cui le questioni si faranno più delicate, meno tangibili di quanto possano essere i problemi più materiali, come una malattia fisica o le tasse da pagare.

Arriverà in vostro aiuto quando si tratterà di riflettere con attenzione e criticità per esempio sul senso di ciò che fate quotidianamente nel vostro lavoro, sul valore e le sfumature più umane che esso possiede, oppure sulle condizioni del presente politico e sociale che vi circonda, che troppo spesso qualcuno cerca di manipolare e distorcere per perseguire i propri interessi. Tale aiuto, però, non consisterà nel dare particolari istruzioni o precise informazioni, ma nell’accompagnare le persone in un percorso di riflessione, mostrando come un tema, un fatto, una condizione lavorativa o politica possano essere visti da tanti punti di vista, considerati sotto diverse angolature, come già siano stati studiati e analizzati da prospettive umane precedenti nel tempo.



La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio.
Fatto questo, avrete acquisito più mezzi per mettere in discussione le vostre idee e convinzioni circa quel particolare elemento messo in luce, avendo così acquisito la possibilità di modificare le vostre visioni generali grazie alle quali vi orientiate nel mondo, e di qui anche la possibilità di cambiare le vostre azioni nei particolari ambiti della vita in cui quotidianamente vi muovete. Il tutto, vi sarà reso possibile dalla guida iniziale del filosofo, ma sarà portato a termine soltanto grazie all’esercizio del vostro intelletto e della vostra volontà, in completa autonomia, permettendovi così di guadagnare, con la vostra personale riflessione, volta per volta, un granello di preziosa libertà. Dunque, se avete avuto la pazienza di accompagnarmi lungo questa seconda via, potremmo fare insieme ancora un ultimo passo in una direzione che più ci preme. Ovvero, proviamo a considerare quale è lo sguardo che viene comunemente gettato sulle professioni di cura e su coloro che le esercitano. Tendenzialmente, si avrà un’alta probabilità di imbattersi in una visione deprezzante e denigrante delle figure che esercitano questo tipo di attività, formalmente e ipocritamente definite rispettabilissime, ma di fatto relegate ai margini della gerarchia sociale. Da ciò, discendono vari problemi che ricadono sotto quella categoria di questioni difficilmente tangibili per le quali, si diceva, dovrebbe occuparsi proprio la filosofia.

Da uno sguardo avvilente come quello che si è detto, infatti, deriva per esempio la difficoltà per questa categoria di lavoratori di sentirsi motivati quotidianamente nel portare a termine i propri compiti, nonché la difficoltà di valorizzarsi come persone che rivestono un ruolo davvero utile per la società, o l’incapacità di sviluppare e mettere in luce i risvolti legati alla relazione umana che sono insiti in questo tipo di attività. Rispetto a queste e altre simili problematiche ci viene quindi in aiuto la filosofia dei tempi passati e presenti. Essa ci accompagna nelle riflessioni, ci incoraggia a mettere in discussione le nostre idee e a scardinare i pregiudizi che ne stanno a fondamento, per procedere più sereni e consapevoli nella nostra realizzazione come persone che lavorano giorno per giorno in un mondo e per un mondo composto di altre persone che, come noi, sono cariche di esigenze, desideri e potenzialità da sviluppare.

In sostanza, è per incentivare questo tipo di benessere e per migliorare le condizioni di vita in questo senso presentato, che ho voluto spendere poche parole sull’utilità della filosofia, la cui potenza, mi pare, potrà essere legittimamente sfruttata per l’indagine attorno ai numerosi temi connessi alle attività di cura. In conclusione, quindi, come sintesi lapidaria del messaggio che spero di essere riuscita a trasmettere, vi regalo una frase del filosofo italiano contemporaneo Nicola Abbagnano (1901-1990).


Ogni vero filosofo è un maestro o compagno di ricerca, la cui voce ci giunge affievolita attraverso il tempo, ma può avere per noi, per i problemi che ora ci occupano, un’importanza decisiva.

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